Anarchici morti nel crollo di Roma, si indaga sulla rete dei contatti. L’esplosivo e gli obiettivi dell’attentato
“Due attivisti anarchici sono morti in un'esplosione a Roma, mentre si indaga su una rete di contatti e possibili obiettivi di un attentato. Il Viminale ha convocato un incontro per analizzare la situazione di sicurezza.”
Roma, 21 marzo 2026 – Si indaga in queste ore sulla rete anarchica legata ad Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, i due attivisti rimasti uccisi ieri nel crollo del casale nel parco degli Acquedotti di Roma. Un intreccio di contatti che conta appartenenti in diverse città italiane. Nella notte la Digos di Roma ha effettuato cinque perquisizioni, gli investigatori sono al lavoro per ricostruire i legami e i possibili obiettivi dell’attentato ai cui stavano lavorando i due anarchici morti.
Gli investigatori sono al lavoro anche per individuare l'obiettivo dell'azione che i due intendevano mettere in campo. Il crollo del casale sarebbe avvenuto a causa dell’esplosione dell’ordigno artigianale che i due stavano fabbricando in vista di un probabile attentato. Gli inquirenti sono concentrati sulla logistica: sul perché avevano scelto quel casale e sull'eventuale filiera che ha fornito l'esplosivo.
Intanto al Viminale si riunisce il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) convocata dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. All'incontro partecipano i vertici delle forze di polizia e dell'intelligence. Casolare crollato a Roma, testimone: “Ho sentito un botto ieri ser…
