Lavoro

È licenziabile chi abbocca a una truffa informatica: la sentenza della Cassazione

FONTE
Open
Ugo Milano·23 marzo 2026 alle 08:15
ARTICOLO

La Cassazione ha stabilito che un dipendente può essere licenziato se, pur essendo vittima di una truffa informatica, causa un danno all'azienda. La sentenza chiarisce i limiti della responsabilità del lavoratore in caso di phishing.

È legittimo il licenziamento di un dipendente che, pur essendo vittima di una truffa informatica, dispone un pagamento arrecando un danno patrimoniale all’azienda. Lo ha chiarito la Cassazione con l’ordinanza n. 3263 del 13 febbraio 2026, definendo i limiti entro cui l’errore di un lavoratore colpito da phishing può essere ritenuto giustificabile. Il caso – riporta il Sole 24 Ore – riguardava un’addetta alla contabilità licenziata per aver effettuato un pagamento sulla base di una e-mail apparentemente proveniente dal presidente della società, rivelatasi poi fraudolenta.

Il phishing, infatti, rappresenta una delle minacce informatiche più diffuse nel mondo del lavoro: i truffatori inviano comunicazioni che sembrano legittime per indurre il destinatario a rivelare dati sensibili o ad autorizzare operazioni indebite. Le statistiche dimostrano come comportamenti superficiali o errati dei dipendenti costituiscano spesso l’anello debole della sicurezza aziendale, mettendo a rischio anche sistemi tecnologicamente avanzati.

Cosa ha stabilito la Cassazione?

Per valutare la responsabilità del dipendente, occorre verificare se la truffa fosse evitabile adottando un livello di diligenza ad…

SENTIMENTTono dell'articolo
0.00
CriticoNeutroCostruttivo
TONONeutro/Informativo
ENTI E ISTITUZIONI
Cassazione
COPERTURA CORRELATA
5 articoli