Politica Interna

Il caso Milano, solita isola rossa nonostante la ferita di Mani Pulite

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Giannino della Frattina)·24 marzo 2026 alle 11:00
ARTICOLO

L'articolo analizza le recenti elezioni a Milano, evidenziando il divario tra i voti 'No' e 'Sì' e le tensioni politiche tra la sinistra e il governo Meloni, con riferimenti a figure di spicco del panorama giuridico e politico.

Non fosse troppo tardi e il tempo irrimediabilmente scaduto, forse gli applausi e le esultanze delle toghe, riunite già nel primissimo pomeriggio nella sezione milanese dell'Associazione nazionale magistrati, potrebbero magari convincere qualcuno a cambiare idea e votare "Sì". Soprattutto perché la curva del tifo con un atteggiamento istituzionalmente piuttosto discutibile, si è ritrovata nel cuore del Palazzo di giustizia di Milano che, tralasciando altro, non troppi anni orsono fu il teatro della tonnara di Mani pulite e più recentemente di altri violenti sfregi allo stato di diritto.

Fatti gravi anzi gravissimi, ma nulla che sia stato sufficiente per convincere la città a riscoprire il pragmatico rito ambrosiano: rinunciando, almeno per questa volta, all'ormai consolidata tradizione dei grandi centri urbani (e benestanti) che prescrive lo sbandamento a sinistra. E, infatti, a Milano città il divario tra il 58,33 per cento dei "No" e il 41,67 dei "Sì" è un abisso di 100mila voti scavato tra la possibilità di riformare una giustizia ingiusta e lo sciagurato desiderio di tentare una spallata al governo Meloni. Come hanno dimostrato un illustre giurista non certo di destra come Giu…

SENTIMENTTono dell'articolo
-0.40
CriticoNeutroCostruttivo
TONOCritico
PERSONE
Giuliano Pisapia
Mirko Mazzali
Marilisa D'Amico
Pietro Bussolati
ENTI E ISTITUZIONI
PD
Palazzo di giustizia di Milano
Associazione nazionale magistrati
LUOGHI
Milano
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