Giustizia

Da Todde a Sangiuliano il contrattacco delle toghe dopo il No alla riforma

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Pasquale Napolitano)·25 marzo 2026 alle 11:00
ARTICOLO

L'articolo analizza la reazione dei magistrati e dell'Anac dopo la bocciatura della riforma sulla separazione delle carriere, evidenziando le tensioni politiche e le implicazioni per il progetto del Ponte sullo Stretto.

Pronti, via. Parte l'offensiva di Anac e magistrati contro il governo Meloni. All'indomani del voto, che boccia la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, si apre un doppio fronte, giudiziario e amministrativo, per l'esecutivo di centrodestra. Il presidente dell'Anticorruzione, Giuseppe Busia, nominato all'epoca dall'ex premier grillino Giuseppe Conte, alza il disco rosso alla gara per la costruzione del Ponte sullo Stretto. La Procura di Roma, al cui timone c'è Francesco Lo Voi, in campo per il No al referendum, finisce al centro di un giallo sul presunto fascicolo aperto per stalking contro l'ex ministro Fdi Gennaro Sangiuliano (foto), oggi capo dell'opposizione in Regione Campania, nell'ambito dell'affare Boccia. Il terzo fronte, invece, è tutto interno alle toghe. È iniziata la resa dei conti a colpi di purghe e minacce contro i magistrati schierati per il Sì. Caso Ponte. Ieri il presidente Anac Busia è stato audito in commissione Ambiente del Senato. Per il numero uno dell'Anticorruzione la gara va rifatta: "L'articolo 72 della direttiva Ue prevede in buona sostanza che, se si fa una gara su un determinato oggetto, su un Ponte…

SENTIMENTTono dell'articolo
-0.50
CriticoNeutroCostruttivo
TONOCritico
PERSONE
Giuseppe Busia
Giuseppe Conte
Francesco Lo Voi
Gennaro Sangiuliano
Pietro Ciucci
ENTI E ISTITUZIONI
Senato della Repubblica
Fdi
M5S
Procura di Roma
Anac
LUOGHI
Regione Campania
COPERTURA CORRELATA
5 articoli