Terrinoni, dieci anni e un menu che guarda più al futuro che al passato
“L'articolo celebra il decimo anniversario del ristorante 'Per Me' di Giulio Terrinoni, evidenziando la sua evoluzione e l'attenzione alla sostenibilità nella cucina.”
Dieci anni e non sentirli, verrebbe da dire. Ma nel caso di Per Me Giulio Terrinoni la questione è leggermente più complessa: perché l’insegna romana guidata da Giulio Terrinoni festeggia il traguardo con una forma che non è solo smagliante, ma anche coerente con un’idea di ristorazione rimasta sorprendentemente stabile nel tempo. In un decennio in cui il fine dining ha spesso cambiato pelle inseguendo mode e riconoscimenti, Terrinoni ha scelto un’altra strada: meno ego, più ascolto.
Il nome del ristorante, “Per Me”, continua a funzionare come una dichiarazione d’intenti. Non tanto un vezzo linguistico, quanto un programma: mettere il cliente al centro senza trasformare la cucina in un esercizio compiacente. È un equilibrio sottile, che Terrinoni gestisce con mestiere, mantenendo una cifra gastronomica riconoscibile ma mai autoreferenziale. La sua è una cucina che risponde alle domande di oggi, senza rincorrerle.
A dieci anni dall’apertura, colpisce la tenuta del progetto. Non immobilismo, ma evoluzione controllata. I valori fondativi — attenzione alla materia prima, rispetto delle risorse, centralità del gusto — sono rimasti intatti, mentre tutto il resto si è adattato con natur…
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