Politica Estera

Non solo gas & oil. Perché la crisi a Hormuz è come covid e Ucraina

FONTE
Formiche.net
Francesco De Palo·24 marzo 2026 alle 13:29
ARTICOLO

L'articolo esplora le conseguenze della crisi a Hormuz sulle catene di approvvigionamento globali, paragonandole a eventi come la pandemia di covid e la guerra in Ucraina, e mette in evidenza i rischi per le economie occidentali.

Non solo gas & oil, numerose sono le catene di approvvigionamento già interrotte dopo il blocco di Hormuz, come durante la pandemia del covid o la guerra in Ucraina. Farmaci, cibo, chip, fertilizzanti. L’impatto completo sulle economie dei singoli Paesi è direttamente proporzionale al peso specifico rappresentato da un lato dalla globalizzazione (quindi da imprese e mercati interconnessi) e dall’altro da reti trasportistiche che incidono sui costi e sulle strategie delle aree interessate. Il Mediterraneo, ad esempio, non è “lontano” da Hormuz o dal Mar Rosso, dove già la criticità rappresentata dagli Houthi è stato un elemento di pressione oggettiva verso certe economie mondiali. Che adesso si scoprono ancora più fragili e desiderose di risposte.

Chi guadagna e chi perde

Esiste il rischio che i danni su comparti nevralgici come le materie plastiche o le filiere alimentari possano favorire Cina e Russia a discapito dell’occidente? Dal Golfo persico passa il 20% dei fertilizzanti mondiali e i maggiori produttori sono la Russia e la Bielorussia. La Qatar Fertiliser Company, considerata il più grande fornitore di urea al mondo, da sola fornisce il 14% dell’urea mondiale. La semina pr…

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TONOAnalitico
ENTI E ISTITUZIONI
Governo Italiano
Qatar Fertiliser Company
Unione Europea
LUOGHI
Hormuz
Mediterraneo
Golfo Persico
Russia
Bielorussia
Sudan
Brasile
Sri Lanka
Egitto
India
Bangladesh
Pakistan
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