Politica Interna

Paradosso 138. Il sacro "No" cambia la Carta

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Vittorio Macioce)·25 marzo 2026 alle 11:00
ARTICOLO

L'articolo analizza come le recenti decisioni politiche abbiano di fatto reso la Costituzione italiana immutabile, evidenziando un paradosso tra la sua salvaguardia e l'impossibilità di modificarla.

Il paradosso dei salvatori. I santi, i partigiani, i giusti, i probiviri, quelli sempre in processione finalmente hanno vinto. Hanno blindato, e murato, la Costituzione. Lo dicono con la soddisfazione di chi ha sventato un golpe, con quella luce negli occhi che hanno sempre i custodi quando cacciano i barbari dal tempio. Lo ripetono alla maniera dei giudici napoletano, con brindisi e contumelie, ricordando alla gente sciagurata che loro sono i paladini della repubblica e i sacerdoti del voto equo e solidale. La beffa è che non si sono accorti di un beffardo errore di logica, una svista filosofica. Peccato, davvero: nel salvare la Costituzione l'hanno di fatto cambiata. Ragionate con un pizzico di ironia. La Costituzione prevede, all'articolo 138, una chiave per essere modificata. È una procedura severa: doppia lettura parlamentare, maggioranze qualificate, e alla fine, se richiesto, il popolo che decide con un referendum. I padri costituenti sapevano quello che facevano. Volevano che la Carta fosse solida ma non eterna, modificabile ma non facilmente. Lo dicono i costituzionalisti: quella italiana è una costituzione rigida, ma non immutabile. Questa procedura esiste ancora sulla ca…

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