Referendum, le ragioni più profonde di una sconfitta non annunciata. Il commento di Polillo
“L'articolo esamina la perdita di consenso dei principali partiti italiani, in particolare la Lega e il Movimento 5 Stelle, evidenziando un elettorato instabile e in cerca di rappresentanza.”
Era l’11 settembre del 1986, quando Giovanni Agnelli, parafrasando un vecchio detto latino, pronunciò un aforisma destinato a rimanere: “Bi-Invest humanum, Fondiaria dabolicum”. Così dicendo non fece altro che adattare il vecchio adagio “errare è umano, perseverare diabolico” ad alcune vicende della finanza italiana. Allora si era completata la scalata da parte della Montedison di Mario Schimberni sulla compagnia di assicurazione fiorentina, la Fondiaria; dopo aver conquistato la holding (la Bi-Invest) di Carlo Bonomi.
Nelle elezioni europee del 2019, la Lega era diventato il primo partito del Paese con oltre il 34,33% dei voti: più del doppio rispetto alle politiche di marzo 2018, quando il Carroccio si era fermato intorno al 17%. Un successo indubbio. Che durò, tuttavia, lo spazio d’un mattino. Nelle successive elezioni politiche del 2022 quel consenso evaporò come neve al sole. Al Senato i voti conquistati furono pari solo all’8,85%. Alla Camera leggermente meno: l’8,77%. In soli tre anni il reflusso fu pari al 75% dei voti in precedenza conquistati.
Era prevedibile? Con un pizzico di lungimiranza ci si poteva pensare. Alle politiche del 2018 il Movimento 5 Stelle aveva conqui…
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