Referendum, la sconfitta del Sì è sintomo di una distanza crescente tra governo e Paese reale
“L'articolo evidenzia la sconfitta del Sì al referendum sulla riforma della magistratura come un segnale di crescente distanza tra il governo e i cittadini, sottolineando le problematiche economiche e di sicurezza che affliggono il Paese.”
Ha vinto il No, ha perso il Sì. Una pagina nera per la maggioranza di governo. Non tanto perché il referendum sulla riforma della magistratura sia andato incontro a un flop, quanto perché la mancata vittoria assume una valenza politica a tutto tondo. Gli italiani, nel voto referendario, hanno attribuito alla consultazione un significato che andava ben oltre il merito della riforma. Il giudizio si è trasformato in un voto politico sul governo e, di riflesso, sulla presidente Meloni. Il divario tra No e Sì è netto e non può essere liquidato con leggerezza. Va letto attraverso più chiavi interpretative.
In primo luogo, la crisi economica: l’impennata del costo della vita, dal carrello della spesa alle bollette di luce e gas, unita a una politica fiscale percepita come rigorosa “fino all’osso”, incarnata dall’azione dell’Agenzia delle Entrate. La tanto annunciata riforma fiscale non si è vista; al contrario, molti cittadini hanno avvertito un approccio più repressivo che riformatore. In secondo luogo, pesa un evidente deficit di cultura di governo nella classe dirigente del centrodestra, che si è tradotto in una gestione incerta e talvolta contraddittoria.
In terzo luogo, il tema del…
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AGI Politica
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