Batosta netta ma cade il tabù: la battaglia rimane una giustizia giusta
“L'articolo analizza la sconfitta politica del governo riguardo alla riforma della magistratura, evidenziando il divario tra le aspettative e i risultati elettorali, e critica la risposta della maggioranza e dell'opposizione.”
È una batosta politica o forse è una batosta e basta, anche se dimostra che mezzo Paese vuole cambiare questa magistratura: di questo dovrà prenderne atto chi ha provato a cambiarla (il governo) ma anche quella sinistra che non ci ha neppure mai provato. È una batosta, perché tutti i sondaggisti hanno sempre detto che la maggioranza degli italiani era favorevole alla Riforma, ma, com'è evidente, non si trattava della stessa pur cospicua maggioranza che è andata a votare. Poi le analisi di corto respiro vanno tutte bene, anche perché non sapremo mai in che misura siano miscelate tra loro: quindi va bene dire che è stato anche trasformato in un referendum anti-Meloni (più di quanto sia stato recepito come pro) e quindi va bene fare un po' le vittime, dire che ha vinto la perpetua lamentazione italica che incolpa i governi in carica di qualsiasi cosa. Va anche bene, peggio, prendersela con una maggioranza silenziosa la quale, sondaggi alla mano, come detto, in un momento chiave si è fatta metter sotto da una minoranza rumorosa: questo a prender per buoni i dati sull'astensione, che a destra, ieri, registravano un 37 per cento (Lega) e un 32 (Forza Italia) e un 24 (Fratelli d'Italia) c…
Un No deciso all’indecenza. Le menzogne del governo (e dei suoi fiancheggiatori) non pagano
Il patto dello status quo: il fronte del No ha vinto per farsi legare mani e piedi
TPI - The Post Internazionale