Tram deragliato a Milano, il conducente chiede di essere interrogato dai pm. “Non voglio più guidare”
“Un tranviere coinvolto in un incidente a Milano, che ha causato due morti e oltre cinquanta feriti, chiede di essere interrogato dai pm, ribadendo la sua versione di un malore alla guida. Le indagini si concentrano su diverse ipotesi, inclusa la distrazione dell'autista.”
Ribadisce ancora la versione del malore alla guida e dello svenimento, su cui gli inquirenti stanno facendo approfondimenti. Ma Pietro Montemurro, il tranviere alla guida del tram che è deragliato a Milano il 27 febbraio, ha chiesto di essere interrogato dai pm. L’incidente ha causato due morti e oltre cinquanta feriti. Il conducente, 60 anni, è indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose, e lo scorso 16 marzo, convocato in Procura, aveva deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere perché “ancora sotto choc”. I suoi legali, gli avvocati Benedetto Tusa e Mirko Mazzali, hanno depositato un’istanza alle pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara con richiesta di interrogatorio, che deve essere ancora fissato. Il tranviere ha anche chiesto all’Atm, l’azienda dei trasporti milanesi, di non guidare più, perché non se la sente, e di essere messo a lavorare negli uffici.
Il conducente ha sempre sostenuto di aver perso il controllo del mezzo, saltando una fermata e non attivando la deviazione del binario, per un malore improvviso, ovvero una sincope vasovagale dovuta a un trauma all’alluce del piede sinistro che si sarebbe provocato mentre, a inizio turno, aveva aiutat…
