Tram deragliato, l'autista chiede di farsi sentire dai pm. Cosa sappiamo finora
“Un mese dopo il deragliamento del tram 9 a Milano, l'autista si prepara a fornire la sua versione dei fatti agli inquirenti, mentre la Procura indaga sulle cause dell'incidente che ha causato due morti.”
È passato quasi un mese dal deragliamento del tram 9 che ha provocato due morti e decine di passeggeri feriti. Un incidente, avvenuto nel cuore della città, tra via Vittorio Veneto e via Lazzaretto, che è stato un vero e proprio choc per Milano. Da giorni i cittadini, e anche gli addetti ai lavori, si interrogano sulle cause dell'evento: e se questo sia imputabile a una distrazione dell'autista, dovuta all'uso del cellulare, a un malore, come da lui affermato, oppure se vi sia alla base un malfunzionamento nei comandi del mezzo di trasporto. A breve sarà proprio l'autista a rispondere, in parte, a questi interrogativi. Il 60enne Pietro M., che inizialmente si era avvalso della facoltà di non rispondere ("sono sotto choc", aveva affermato), è pronto a raccontare la sua versione dei fatti agli inquirenti. Verrà accompagnato all'appuntamento in procura, che ancora deve essere fissato, dalle pm Corinna Carrara ed Elisa Calanducci, dai suoi avvocati Mirko Mazzali e Benedetto Tusa. Quel giorno metterà in fila gli eventi che, a suo parere, hanno determinato il deragliamento.
I "dodici secondi" tra la telefonata e lo schianto
Nel frattempo il 60enne ha chiesto all'Azienda dei Trasporti…
