Cronaca Politica

Tram deragliato, l'autista chiede di farsi sentire dai pm. Cosa sappiamo finora

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Manuela Messina)·25 marzo 2026 alle 12:53
ARTICOLO

Un mese dopo il deragliamento del tram 9 a Milano, l'autista si prepara a fornire la sua versione dei fatti agli inquirenti, mentre la Procura indaga sulle cause dell'incidente che ha causato due morti.

È passato quasi un mese dal deragliamento del tram 9 che ha provocato due morti e decine di passeggeri feriti. Un incidente, avvenuto nel cuore della città, tra via Vittorio Veneto e via Lazzaretto, che è stato un vero e proprio choc per Milano. Da giorni i cittadini, e anche gli addetti ai lavori, si interrogano sulle cause dell'evento: e se questo sia imputabile a una distrazione dell'autista, dovuta all'uso del cellulare, a un malore, come da lui affermato, oppure se vi sia alla base un malfunzionamento nei comandi del mezzo di trasporto. A breve sarà proprio l'autista a rispondere, in parte, a questi interrogativi. Il 60enne Pietro M., che inizialmente si era avvalso della facoltà di non rispondere ("sono sotto choc", aveva affermato), è pronto a raccontare la sua versione dei fatti agli inquirenti. Verrà accompagnato all'appuntamento in procura, che ancora deve essere fissato, dalle pm Corinna Carrara ed Elisa Calanducci, dai suoi avvocati Mirko Mazzali e Benedetto Tusa. Quel giorno metterà in fila gli eventi che, a suo parere, hanno determinato il deragliamento.

I "dodici secondi" tra la telefonata e lo schianto

Nel frattempo il 60enne ha chiesto all'Azienda dei Trasporti…

SENTIMENTTono dell'articolo
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CriticoNeutroCostruttivo
TONONeutro/Informativo
PERSONE
Pietro M.
Corinna Carrara
Elisa Calanducci
Mirko Mazzali
Benedetto Tus
ENTI E ISTITUZIONI
Procura di Milano
Azienda dei Trasporti Milanesi
LUOGHI
Milano
via Vittorio Veneto
via Lazzaretto
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