Giorgia Meloni non può neanche sostituire un suo ministro: il limite della Costituzione
“L'articolo analizza i limiti del potere esecutivo in Italia, evidenziando come la Costituzione attuale impedisca al Presidente del Consiglio di esercitare pienamente il proprio mandato, con particolare riferimento alla situazione della Ministra Santanchè.”
Con il fallimento della riforma della giustizia, sappiamo bene che si è spenta anche ogni possibilità di avviare una stagione riformista e costruttiva, e dunque parlare di aporie, mancanze e limiti del nostro sistema può sembrare azzardando. Eppure la cronaca politica odierna ci offre su di un piatto d’argento il grande limite della “Costituzione più bella del mondo”, che secondo sacerdoti e vestali della carta non può essere cambiata.
Pensate al potere esecutivo, al governo, al ruolo del Presidente del Consiglio, al suo effettivo potere. Poi osservate la vicenda riguardante la Ministra Santanchè: non trovate qualcosa che stona? Ad esempio, il fatto banalmente serio che un Presidente del Consiglio non possa sostituire un Ministro, ritirare una delega o rimodellare la sua squadra in autonomia come fa un sindaco o un presidente di regione? Meloni non può sostituire la Santanchè, ma affidarsi alla sua “‘sensibilità”. Non è la prima volta che questa particolare condizione investe un governo e il rapporto tra un Premier e un Ministro del suo governo, ma più i tempi cambiano, più la vita politica del Paese muta, più è necessario aprire una riflessione. Evitando possibilmente urla spagno…
Quotidiano Nazionale PoliticaPerché Meloni non può 'licenziare' Santanché da ministro? Cosa dice la Costituzione e il precedente del governo Dini
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