Politica Estera

Unione Europea: più paralizzata che divisa

FONTE
Affari Internazionali (IAI)
Nathalie Tocci·23 marzo 2026 alle 23:02
ARTICOLO

L'articolo discute come l'Unione Europea sia più paralizzata che divisa di fronte alle crisi internazionali, in particolare riguardo alla guerra in Medio Oriente, e come ciò influisca sulla sua identità e capacità di azione.

Quando scoppia una crisi, ci dividiamo, e la divisione genera inazione. Questa è l’idea che generalmente si ha del ruolo dell’Europa nel mondo. Ma uno sguardo agli eventi in Medio Oriente suggerisce che non è sempre così. L’Europa è più paralizzata che divisa riguardo alla guerra illegale di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Eppure, anziché promuovere un’azione collettiva, questa crisi sta svuotando l’identità dell’Europa e minando la sua capacità di agire in modo indipendente nel mondo.

Tornando al 2003, la guerra in Iraq ha rappresentato la quintessenza della divisione europea: Francia e Germania si opposero con veemenza all’invasione statunitense, mentre Regno Unito, Italia e Spagna appoggiarono l’attacco. La maggior parte dei paesi dell’ex blocco sovietico, pronti a entrare in Ue, sostenevano Washington, simbolo di libertà e sicurezza future. L’allora segretario alla Difesa statunitense, Donald Rumsfeld, coniò la malfamata distinzione tra “vecchia” e “nuova” Europa. La guerra in Iraq creò una linea di frattura a tre livelli: all’interno dell’allora Ue, tra la “vecchia“, la “nuova” Europa, e la transatlantica.

Identità europea dopo l’Iraq

Quello shock spinse l’Europa a rif…

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