È tornata la gioiosa macchina da guerra. L’intervento di Merlo
“L'articolo discute il ritorno della 'gioiosa macchina da guerra' della sinistra italiana, evidenziando la crescente radicalizzazione del conflitto politico e il ruolo influente dei magistrati nella situazione attuale.”
L’ha detto, con rara efficacia, Carlo Calenda. Dopo il voto sul referendum costituzionale, è ritornata in grande stile la “gioiosa macchina guerra” di occhettiana memoria. È appena sufficiente osservare il palco festante di piazza Barberini a Roma dopo il responso delle urne per rendersene conto. Sono i leader della sinistra radicale, populista, estremista e sindacale, del resto, che adesso dettano l’agenda politica, culturale e programmatica alla intera coalizione di sinistra e progressista. Un progetto che si è manifestato in tutta la sua ampiezza e naturalezza appena le urne hanno confermato la vittoria del No. E, ieri come oggi, l’alleanza politica è sempre la stessa. Cambiano i protagonisti, come ovvio, ma il profilo e la natura della coalizione sono sempre gli stessi. Il filo rosso che unisce e compatta l’alleanza resta il massimalismo, l’estremismo e il giustizialismo. L’unico elemento che varia leggermente rispetto alla stagione di Occhetto e della “gioiosa macchina da guerra” è che adesso la coalizione è politicamente e fortemente condizionata anche e soprattutto dai magistrati. E l’immagine dei festeggiamenti al Tribunale di Napoli lo ha confermato in modo persin troppo p…

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